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03/04/2020

News

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Più esercizio fisico per combattere la depressione nell’adolescenza

L’effetto è stato dimostrato da uno studio su 4200 giovani dai 12 ai 18 anni

03/04/2020

L’adolescenza è un periodo di grande cambiamento e può indurre nei soggetti più fragili uno stato di depressione. Alcuni studi hanno evidenziato che tra le categorie più a rischio vi sono i giovani che hanno una vita sedentaria. Ma fortunatamente esiste una via per mitigare questi aspetti depressivi dell’età dello sviluppo ed è l’attività fisica, anche moderata. È quanto emerso da un nuovo studio, pubblicato sulla rivista “Lancet Psychiatry” da ricercatori di diverse università di Londra.

Gli autori hanno coinvolto circa 4200 adolescenti, misurando con un accelerometro il loro livello di attività fisica in diverse fasi dell’adolescenza, cioè a 12, a 14 e a 16 anni. Al compimento del 18-esimo anno di età, hanno poi valutato il loro stato mentale con appositi test, verificando in particolare il grado di depressione.

Dall’analisi dei dati raccolti sono emersi risultati interessanti. Il primo è che il livello di sedentarietà dei giovani aumentava, in media, in misura notevole dai 12 ai 16 anni: da 7,2 a 8,7 ore di inattività quotidiana. Al contempo, il tempo dedicato giornalmente ad attività fisica a bassa intensità, come camminare o andare in bicicletta, diminuiva da una media di circa cinque ore a due. Il secondo risultato è che i ragazzi più sedentari a 12 e 14 anni erano anche quelli con maggiori sintomi di depressione a 18. Invece, ogni ora in più dedicata al movimento a 12 e 14 anni faceva diminuire il rischio di depressione a 18 anni dell’8-11%.

L’ipotesi è che alla base di tutto ci sia un’ampia gamma di meccanismi biologici, psicologici e sociali: è possibile che l’attività fisica stimoli la crescita di nuovi neuroni nelle aree cerebrali coinvolte nella depressione, oppure promuova l’autostima dei giovani. La sedentarietà, in altre parole, impedisce di godere di tutti questi benefici.

Lo studio, sottolineano in conclusione gli autori, era dedicato alla depressione, ma dovrebbe essere ripetuto in futuro per capire se la sedentarietà possa essere collegata ad altri disturbi mentali, come per esempio l’ansia.

 

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S221503662030050X

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2215036620300341

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