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Spesso l'alcolismo è associato a malattie psichiatriche

In Italia, il fenomeno dell'alcolismo è diffuso soprattutto in alcune Regioni e in determinati contesti...

In Italia, il fenomeno dell'alcolismo è diffuso soprattutto in alcune Regioni e in determinati contesti di vita e lavoro, ma, al di là delle abitudini legate a fattori socioculturali, a indurre all'abuso di alcolici sono spesso patologie psichiatriche (in particolare la depressione, l'ansia, il disturbo bipolare o il disturbo di personalità borderline), che l'alcol sembra poter attenuare, almeno transitoriamente. Purtroppo, però, l'apparente e improprio rimedio si rivela, ben presto, peggiore del disagio psichico che ha indotto a utilizzarlo, trasformandosi in una dipendenza che, se non affrontata tempestivamente, può determinare complicanze fisiche e psicologiche severe e causare notevoli problemi a livello familiare e lavorativo, con un globale deterioramento della qualità di vita.

Chi soffre di alcolismo tende a sviluppare assuefazione all'azione psicotropa dell'alcol e ad assumerne quantità sempre maggiori per ottenere l'effetto ricercato, ritrovandosi ben presto in una situazione di dipendenza.
Non è sufficiente che una persona beva più della media per poter affermare di essere di fronte a un alcolista. La differenza sostanziale tra un alcolista e un forte bevitore non sta tanto nella quantità di bevande alcoliche effettivamente consumate d'abitudine, ma nel motore che dirige questo consumo e nella capacità di arrestarlo senza eccessive sofferenze.

D'altro canto, si può avere un problema con l'alcol (e subirne tutti gli effetti negativi a livello personale e sociale) anche senza essere propriamente alcolisti. È il caso del binge drinking una condizione caratterizzata dal consumo occasionale di notevoli quantità di bevande alcoliche e conseguente perdita di controllo sul proprio comportamento

Complicanze dell'alcolismo

L'eccessivo consumo di alcolici protratto per periodi prolungati si associa a un deterioramento generalizzato dell'organismo e all'insorgenza di innumerevoli disturbi fisici e intellettivi.

Tra le più comuni complicanze dell'alcolismo:

  • Steatosi (fegato grasso), epatite alcolica; cirrosi epatica, tumore del fegato.
  • Gastrite e ulcera gastrica, esofagite, pancreatite acuta e cronica (con alterata produzione di enzimi digestivi e degli ormoni prodotti dal pancreas, insulina e glucagone), tumore dell'esofago e dello stomaco.
  • Cardiomiopatia alcolica, scompenso cardiaco e aritmie; ipertensione arteriosa, aumento del rischio di ictus.
  • Disfunzione erettile negli uomini e alterazioni del ciclo mestruale nelle donne; maggior rischio di tumore del seno e di contrarre infezioni trasmesse sessualmente.
  • Nistagmo (movimenti rapidi e incontrollati degli occhi) e paralisi dei muscoli oculari (da deficit di vitamina B1).
  • Neuropatia periferica (riduzione della sensibilità e comparsa di formicolii a carico delle mani e dei piedi), perdita della memoria, atrofia cerebellare, encefalopatia di Korsakoff (una forma di demenza legata all'alcol), allucinazioni, stato confusionale, convulsioni.
  • Diminuzione delle difese immunitarie e maggior suscettibilità alle infezioni (in particolare, polmoniti e tubercolosi).

In gravidanza, l'alcol può provocare la sindrome feto-alcolica con dimorfismi facciali, ritardo nell'accrescimento e anomalie nello sviluppo del sistema nervoso centrale del bambino

Il trattamento dell'alcolismo

Disintossicazione e gestione dell'astinenza acuta da alcol

Il trattamento dell'alcolismo è finalizzato alla completa interruzione dell'assunzione di bevande alcoliche a lungo termine. Per essere efficace, deve essere attuato in centri di recupero specialistici e seguito da un periodo di riabilitazione che può durare diversi anni e che, idealmente, dovrebbe coinvolgere anche i familiari. In generale, l'approccio si suddivide in due fasi.

  • Disintossicazione acuta e gestione dell'astinenza acuta, della durata di 1-2 settimane, periodo che di norma prevede il ricovero ospedaliero.
  • Ottenuta la disintossicazione, viene avviato il recupero psicoterapico che, teoricamente, dovrebbe durare almeno sei mesi o un anno. In questa seconda fase, oltre all'analisi delle cause all'origine dell'abuso di alcol e al sostegno/rinforzo della motivazione all'astinenza, possono essere somministrati farmaci.

Purtroppo, nonostante un supporto specialistico competente, molte persone dipendenti da alcol non riescono a concludere il programma di recupero, avviando un percorso di ripetute ricadute e nuovi tentativi di cura. Essendo l'alcol una sostanza lecita, non è possibile "obbligare" l'alcolista a curarsi neppure in presenza di un quadro clinico deteriorato.

PREVENZIONE DELLE RECIDIVE

La disintossicazione iniziale dall'alcol è soltanto il primo passo, probabilmente il più semplice, sulla strada dell'astinenza a lungo termine. La vera difficoltà è mantenersi lontani dalle bevande alcoliche giorno dopo giorno, nonostante il forte impulso ad assumerle. Per ridurre il rischio di ricominciare a bere può essere utile:

  • non tenere in casa bevande alcoliche di alcun tipo;
  • evitare luoghi e situazioni sociali che espongono al rischio di ricadute a causa della facile accessibilità a bevande alcoliche e dell'invito di altri a bere (bar, pub, feste, cene sociali, manifestazioni con buffet ecc.);
  • entrare in contatto con un gruppo di auto-aiuto, come per esempio quelli organizzati dagli ALCOLISTI ANONIMI (http://www.alcolistianonimiitalia.it/) o dai Gruppi Alcologici Territoriali (http://www.aicat.net);
  • assumere regolarmente i farmaci prescritti dai medici del centro di recupero e continuare con regolarità il follow up con lo psicologo/psichiatra (il tasso di recidive in assenza di un supporto strutturato è del 50-60%);
  • condurre uno stile di vita salutare: dormire a sufficienza (almeno 6-7 ore per notte), praticare attività fisica, seguire un'alimentazione sana e bilanciata, cercare occasioni per rilassarsi e stare in mezzo alla natura.

Il ruolo della famiglia per il recupero dall'alcolismo

Il coinvolgimento di uno o più membri della famiglia può essere prezioso per sostenere il recupero dall'alcolismo.

D'altro canto, anche i familiari dell'alcolista hanno bisogno di essere aiutati a comprendere il disagio vissuto dal proprio caro e le difficoltà che deve affrontare durante le diverse fasi del recupero, nonché a elaborare la propria sofferenza. Anche per i familiari è possibile accedere a gruppi di auto-aiuto e supporto mirato rivolgendosi ad associazioni come Al-Anon/Alateen (http://www.al-anon.it/homeit.php), "distaccamento" di Alcolisti Anonimi dedicata a coniugi e figli delle persone con problemi di alcolismo.


Fonti

 

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