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Declino cognitivo lieve

Con l'avanzare dell'età, iniziare a fare un po' di fatica nel ricordare impegni e appuntamenti...

Inquadramento del disturbo neurocognitivo lieve
Con l'avanzare dell'età, iniziare a fare un po' di fatica nel ricordare impegni e appuntamenti con l'avanzare dell'età o a imparare nuovi concetti ed essere mentalmente meno reattivi, entro certi limiti, è un fenomeno del tutto normale e che non deve preoccupare. Tuttavia, quando le difficoltà di memoria iniziano a creare problemi nella vita quotidiana, impedendo di eseguire serenamente le attività abituali, è bene consultare il medico. Potrebbe trattarsi di disturbo neurocognitivo lieve (noto anche come "declino cognitivo lieve"): un forma di deficit della memoria e dell'apprendimento di per sé non particolarmente grave, ma che merita una valutazione e un trattamento precoci perché può aumentare le probabilità di sviluppare malattia di Alzheimer negli anni successivi.

Al momento, non si conoscono le cause alla base del declino cognitivo lieve. Come per forme di demenza più severa, si ritiene che l'origine sia complessa e che coinvolga fattori tossici per le cellule nervose come la proteina beta-amiloide, la proteina Tau e i corpi di Lewy (soprattutto quelle presenti nelle aree cerebrali responsabili della memoria e dell'apprendimento), una ridotta efficienza del metabolismo neuronale (in particolare, riguardo all'uso del glucosio), la riduzione di volume di alcune aree chiave per la memoria, l'apprendimento e la progettualità (come ippocampo e corteccia frontale) e alterazioni della circolazione sanguigna cerebrale, come ad dovute per esempio a micro-ictus localizzati o a più diffusi fenomeni di aterosclerosi.

Oltre all'età superiore ai 60 anni, i principali fattori di rischio per lo sviluppo del declino cognitivo lieve sono:

  • predisposizione genetica;
  • diabete;
  • fumo;
  • depressione;
  • ipertensione;
  • alti livelli di colesterolo nel sangue;
  • sedentarietà;
  • mancanza di stimoli intellettivi/sociali.

Sintomi e Diagnosi del disturbo neurocognitivo lieve
I principali sintomi potenzialmente associati a un declino cognitivo lieve comprendono:

  • iniziali difficoltà nel ricordare fatti avvenuti da pochi giorni, settimane o mesi o nel trattenere nuove informazioni;
  • difficoltà di concentrazione/facile distraibilità durante la lettura, la visione di un film, la conversazione ecc;
  • difficoltà nel prendere decisioni che prima non creavano problemi, nel pianificare attività mediamente complesse, nel comprendere/seguire istruzioni (ad es., per esempio, sul funzionamento di un elettrodomestico);
  • occasionali momenti di spaesamento mentre si è fuori casa;
  • maggior tendenza ad avere reazioni impulsive;
  • depressione o perdita di interesse nelle attività abituali;
  • ansia e/o irritabilità;
  • comparsa di disturbi del sonno (insonnia o aumento del bisogno di dormire).

Per essere indicativi di malattia, questi sintomi devono avere un'intensità tale da creare un certo disagio nella vita quotidiana (ma senza compromettere l'autonomia della persona interessata) e persistere nel tempo, senza essere giustificati da cause specifiche, come per ad esempio una malattia, l'assunzione di particolari farmaci o sostanze (alcolici ecc.), uno stato di debilitazione psicofisica o un eccessivo stress in ambito familiare o lavorativo.

In presenza di queste manifestazioni, è importante richiedere un controllo specialistico. Oltre alla visita neurologica, il medico potrà prescrivere l'esecuzione di alcuni esami di laboratorio (analisi del sangue e del fluido cerebrospinale) e strumentali, come la risonanza magnetica funzionale dell'encefalo (RMf) e la tomografia a emissione di positroni (PET). Queste indagini hanno lo scopo, da un lato, di escludere possibili cause organiche dei sintomi cognitivi, dall'altro, di valutare il grado di compromissione cerebrale.

Se un familiare nota un cambiamento "sospetto" nelle capacità di attenzione, memorizzazione, organizzazione, orientamento o nel comportamento di un proprio caro, dovrebbe cercare di sollecitare un controllo medico, con molto tatto e senza generare ansia nella persona interessata.

Trattamento del declino cognitivo lieve
Attualmente, non si hanno a disposizione trattamenti specifici per contrastare il declino cognitivo lieve. Per cercare di mantenere migliori prestazioni intellettive più a lungo, si può però agire sul fronte dei fattori di rischio, riducendone l'impatto negativo attraverso buone regole di vita (alimentazione equilibrata, ricca di frutta e verdura, pesce, cereali integrali, oli vegetali e frutta secca; attività fisica regolare; pochi alcolici; niente fumo; controllo del peso corporeo) e terapie mirate (soprattutto, in caso di ipertensione, ipercolesterolemia e diabete). Alcuni studi condotti negli ultimi anni hanno suggerito che supplementazioni di ginkgo biloba, vitamina E o altri antiossidanti, omega-3 e vitamina D potrebbero esercitare un'azione protettiva sulla funzionalità cerebrale, ma i dati a riguardo sono contrastanti e non permettono di stabilire l'effettiva utilità di questi rimedi.

Altre strategie preventive preziose consistono nel mantenersi mentalmente attivi (leggendo, frequentando mostre, cinema e teatri, usando dispositivi tecnologici ecc.) e nel dedicarsi ad attività interattive a livello familiare e sociale (occuparsi dei nipotini, dedicarsi ad attività di volontariato, seguire corsi di qualunque tipo, organizzare feste e viaggi di gruppo ecc.). Un aspetto particolarmente importante da considerare riguarda l'eventuale presenza di sintomi depressivi, che possono non soltanto determinare un serio scadimento della qualità di vita, ma anche promuovere un più rapido peggioramento cognitivo e della funzionalità globale del paziente. È dimostrato che trattare la depressione, principalmente con farmaci antidepressivi, aiuta a migliorare la capacità di memorizzazione e di gestire le attività quotidiane.


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Fonti

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